autismo, Libro - Mia Sorella mi Rompe le Balle

Mamme, mio figlio è autistico

Oggi sono stata in neuropsichiatria infantile. Io e Tobia abbiamo fatto tre giorni di day hospital per i vari esami di routine. In sala d’attesa, con noi c’era una mamma che teneva in braccio la sua piccola bimba. Stavano aspettando il turno per la visita neuropsichiatrica. La mamma stringeva la piccola perché se l’avesse lasciata avrebbe iniziato a correre. Ogni tanto la bambina lanciava un urlo e sua mamma le diceva di stare in silenzio, imbarazzata.

In questi anni ho visto tante altre mamme in attesa di visite o di diagnosi e ogni volta vorrei avvicinarmi per rassicurarle. A volte riesco a parlarci, altre volte, come oggi, evitano ogni contatto visivo e non mi intrometto nel loro stato d’animo carico di emozioni. Mi rivedo nei loro volti spaventati, stanca dopo mesi a cercare di scervellarti per capire se il tuo bambino ha qualcosa che non va oppure se lo vedi solo tu.

Quando andai al centro autismo per la diagnosi di Tobia mi ricordo tre giorni durissimi. Non volevo assolutamente entrare in sala d’attesa perché non volevo vedere quello a cui andavo incontro… non volevo vedere altri bambini con autismo perché fino all’ultimo, anche se dentro di me lo sapevo già, speravo che mi dicessero: “tranquilla, suo figlio sta bene e con il tempo queste cose strane passeranno”.

E poi la diagnosi è arrivata e anche se inizialmente è stata una botta, è stata anche un sollievo: sapevo cosa aveva Tobia. Perciò tutte le volte che vedo queste mamme che vivono oggi quello che ho io vissuto anni fa mi si stringe il cuore e vorrei dire loro: “Tranquilla, so che sei spaventata… so che è difficile e sarà impegnativo, ma l’amore che proviamo per i nostri bambini è così grande che in qualche modo si supera ogni ostacolo… Potrai contare su associazioni, psicologi e terapisti che ti aiuteranno in questo lungo viaggio chiamato autismo”.


Isabella Benvenuti

Grazie per questo bel messaggio 💝
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Mia Sorella mi Rompe le Balle – Recensioni

Seguo i fratelli Tercon da qualche tempo. Li seguo perché sono semplici, strampalati, a volte impacciati (solo Margherita, Damiano in realtà è sempre perfetto 😅), naturali. Insomma non sono artefatti.
Damiano è affetto da Sindrome di Asperger, una forma autistica, la sorella ha mollato tutto e ha deciso di aiutarlo a realizzare i suoi sogni.

Quando segui dei personaggi pubblici ti trovi davanti un “prodotto finito”. Credi che siano due comunissimi ragazzi (3 con il mitico Philipp), con problemi più o meno normali in famiglie normali, che ad un certo punto della loro vita prendono la decisione di fare qualcosa. Non ti soffermi a pensare cosa possa esserci dietro e cosa li ha condotti a quella scelta.

Perché leggere il loro libro:

👉 Perché hanno avuto un coraggio enorme a rendere pubbliche le loro debolezze e i loro problemi (Marghe ho pianto con il tuo video suo disturbi alimentari)

👉 Perché apre gli occhi sulla realtà delle persone “strane” e ipersensibili, con disabilità o meno

👉 Perché capisci che non sei tu la persona sbagliata

👉 Perché capisci che si può raggiungere la serenità e la pace con se stessi

👉 Perché infonde coraggio

👉 E infine perché tutti coloro che hanno deriso, bullizzato, offeso, trattato male Damiano, Margherita devono schiattare di fronte a tanto coraggio e tanta bellezza interiore.

Amen

Damiano e Margherita Tercon 

Damiano e Margherita Tercon - Mia sorella mi rompe le balle
Damiano e Margherita Tercon – Mia sorella mi rompe le balle

Recensione di Stefania Yomino Moio

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La nostra storia raccontata da Carmelo Abbate

Lui è Damiano. Ha 7 anni. Scrive una letterina. Cara nonna, mentre ascolto la musica classica con il giradischi sono contento, la musica è dolce, buona, bella, lenta, mi rende felice. È il 1990. Damiano ha 9 anni. Vuole degli amici. Non ha amici. Lui ha tante cose interessanti da dire. Non le dice. Se le tiene per sé. Si tiene tutto per sé. Cammina per strada. C’è un ventilatore. Si ferma. Non riesce a distogliere lo sguardo. È attratto da tutto ciò che gira in tondo. La lavatrice è magnetica e affascinante, la trottola è il gioco più bello del mondo. Damiano è un bambino sereno e felice, gli manca solo un migliore amico. Tutti ce l’hanno. Lui no. Damiano si guarda attorno. Mowgli, il figlio della giungla, anche lui è solo. Uniranno le forze. Sarà lui il suo migliore amico. Damiano esce da scuola, torna a casa, si chiude in camera, parla con il suo migliore amico Mowgli, giocano a piripicchio e piripacchio. Gli anni passano. Al centro sportivo gli dicono zizzone e finocchio. Lo sfottono. Ora fa le superiori. A scuola lo chiudono dentro l’armadio e lo prendono a calci. Ridono. Gli dicono che non è normale, è un essere inferiore. Pugni, calci e botte. È il 2005. Damiano ha 23 anni. La psicologa pronuncia la parola autismo. Damiano è sorpreso. È diventato autistico? Lei dice che è autistico dalla nascita. Lui pensa che la psicologa è matta. Gli anni passano. Damiano scrive una lettera alla sorella. Lei è Margherita. Ha lasciato Rimini, ha studiato a Milano, si è laureata in Filosofia a Parigi, è stata assunta a tempo indeterminato come project manager in una azienda. Lei decide di aiutarlo a realizzare il suo sogno, diventare un cantante lirico. All’inizio lo fa nel tempo libero, poi si trova davanti a un bivio. Deve scegliere. Margherita Tercon lascia il lavoro, formano un duo semiserio, fanno degli spettacoli, partecipano a Italia’s Got Talent. Un vecchio compagno di classe lo vede in tv e gli scrive una lettera. Gli chiede scusa per le cattiverie. Allora era una persona diversa, oggi insegna al figlio il rispetto e l’amore, e a non fermarsi mai alle apparenze.

Carmelo Abbate

Margherita Tercon e Damiano Tercon Abbate Carmelo
Margherita e Damiano Tercon raccontati da Carmelo Abbate

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“Dami, quando hai scoperto di avere l’autismo?”

Margherita: “Dami, quando hai scoperto di avere l’autismo?”
Damiano: “Beh, io ho la sindrome di Asperger, che è un tipo di autismo che può avere diversi livelli di gravità. La mia sindrome di Asperger è media.
Ho scoperto di essere autistico all’inizio del 2005 che avevo già 23 anni suonati! E quando l’ho scoperto ho detto “Oh no! Adesso che sono diventato autistico, non potrò più avere una ragazza, sposarmi, avere figli e niente di tutto ciò!” e invece la psicologa mi ha detto, no Damiano, tu soffri di autismo da quando sei nato, e io ho pensato “ma cosa dice questa, non è vero, ma questa è matta, è completamente matta!”. E poi invece era vero! Autistici si nasce!

Io sarei curioso di vedere da dentro com’è vivere e fare l’esperienza di una persona normale. Perché da autistico vedo che le cose sono più difficili, per esempio il rapporto con gli altri, la comunicazione e come gli altri ti guardano.
Però sto cercando di essere il più autonomo possibile: ho preso la patente, faccio il letto, pulisco, cucino, sono un Cenerentolo!
E in più voglio diventare un cantante lirico e mi alleno e cerco di realizzare le mie passioni. Non la vedo più come un peso.”

Damiano Tercon

Damiano e Margherita Tercon quando hai scoperto autismo.jpg
Damiano Tercon parla del suo autismo.

 

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30k su Facebook!

Sapete… prima di aprire la pagina Facebook “Damiano e Margherita Tercon“… io non sapevo così tante cose su mio fratello. Lo conoscevo, ma in superficie.

Lo trovavo una persona normale (ci sono cresciuta insieme), con qualche difficoltà, con i suoi desideri, i suoi mille pregi e difetti. Era… mio fratello. Abbiamo vissuto lontano per molto tempo, io ho abitato nel mondo, tra Milano, Parigi, Dublino. Lui è sempre rimasto a casa con i genitori, nella nostra piccola Rimini.

Poi, tempo fa, vedendomi fare video, mi chiese di essere presentato al resto delle persone, sulla mia pagina Facebook.
Ed io lo feci. Ed accadde quello che ci ha portati qui, oggi.
Accadde che scoprii un universo. Un mondo. Una persona profonda, un compagno di avventure, di vita. Un fratello di cui vantarsi.

Forse non sembrerà una storia romantica, raccontata in questo modo. Però è una storia vera.
E’ vera come accade in tante storie, in tante famiglie.
E’ vera come quando si dice che quello che abbiamo sempre cercato è sotto i nostri occhi, siamo noi che non riusciamo a vederlo.
E’ vera tutte le volte che diamo qualcosa per scontato, qualcuno per scontato.
E’ vera quando non abbiamo voglia di fare troppe domande, quando ci concentriamo troppo su noi stessi. E’ vera ogni volta che non ci sforziamo di fare domande a chi è più silenzioso, a chi non chiede, non pretende, non urla.
E’ vera quando non vogliamo combattere abbastanza per qualcuno e ce ne rendiamo conto troppo tardi.
E’ vera finché non decidiamo di cambiare le cose.

Vorrei ringraziarvi per avermi aiutata a conoscere mio fratello e per avere aiutato lui a diventare un uomo. Un uomo che parla, che si confessa, che crede nel futuro, che crede in se stesso.
Un uomo che, dopo 37 anni di silenzio, ha capito che la sua vita valeva esattamente come quella di qualsiasi altra persona. Che, nonostante le difficoltà, poteva sognare. E combattere. E decidere. E, finalmente, Vivere.

Oggi siamo 30.000. E abbiamo tutti qualcosa in comune.
Oggi nessuno di noi è solo.

Margherita Tercon

damiano e margherita tercon facebook trentamila
Damiano e Margherita Tercon Facebook – trentamila

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Cos’è per te la musica?

Margherita: “Dami, cos’è per te la musica?”
Damiano: “La musica per me è un modo che ho io per comunicare agli altri e comunicare in generale al di fuori di me, sia alle persone che alle cose. Io sono nato e cresciuto con la musica e quando ero piccolo se la musica non ci fosse stata, avrei pianto!
Mi piace sia ascoltarla che farla.
Quando ero più piccolo ho anche subito il bullismo e la musica era la mia rivincita, la mia liberazione.”

Damiano e Margherita Tercon musica
Damiano e Margherita – cantante lirico autistico

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Per te è importante dire che sei autistico?

Margherita: “Per te è importante dire che sei autistico?”
Damiano: “Sì, per tante ragioni. Primo: perché la prima volta che sono stato visto e riconosciuto autistico è stato all’inizio dell’anno 2005.
Secondo: gli altri non mi capivano.
Terzo: mi autoescludevo.
Quarto: gli altri mi escludevano. 
Quinto: mi dicevano che ero inferiore, soprattutto alle superiori.
Sesto: alle scuole superiori mi deridevano, mi prendevano in giro, mi trattavano male, mi picchiavano e mi facevano il bullismo.
Settimo: potrei essere un aiuto per le famiglie che si ritrovano ad avere un figlio autistico, soprattutto con la Sindrome di Asperger, aggiungendo che in famiglia, genitori, sorelle, nonni, zii e coloro che mi volevano bene mi hanno aiutato e difeso facendo il meglio che potevano.
Ottavo: potrei potrei dire che non c’è da preoccuparsi perché anche gli autistici possono avere una passione come tutti e dei sogni come tutti e che, anche gli autistici, hanno diritto a raggiungere i loro sogni e i loro obiettivi; anche gli autistici possono avere una vita sana e anche gli autistici gravi hanno diritto ad avere una vita sana!”

Damiano e Margherita Tercon

Damiano e Margherita Tercon
Damiano e Margherita Tercon – autismo